Cinque curiosità sul Carnevale

Cinque curiosità sul Carnevale
Categoria/e: Attualità

5 curiosità sul Carnevale

Storia, tradizioni e maschere popolari

Il Carnevale è la festa più divertente e colorata dell'anno dove lo scherzo, il gioco e travestimento diventano la regola. Ricorrenti sono le maschere, i travestimenti e ovviamente i dolci. Sei sicuro di conoscere veramente tutto su questa ricorrenza dalle antichissime origini? Non ti resta che continuare a leggere quest'articolo per scoprirle insieme!

Le origini del Carnevale

L'etimologia della parola "Carnevale" sembra derivare dal latino carnem levare, ovvero "eliminare la carne", in riferimento al lungo periodo di astinenza e digiuno della Quaresima durante la quale non si potevano consumare carne e alimenti grassi. La Quaresima era anticipata da un banchetto, che si teneva proprio l'ultimo giorno di Carnevale con l'intento di liberarsi da tutti i cibi che potevano creare tentazioni. Per quanto riguarda invece i caratteri dei festeggiamenti del Carnevale, le tradizioni sembrano derivare dalle festività antiche di saturnali romani o le dionisiache greche. In queste ricorrenze avveniva un temporaneo scioglimento dalle gerarchie e dagli obblighi sociali per lasciare spazio allo scherzo e al ribaltamento dell'ordine. Il Carnevale assume un'importanza rilevante da un punto di vista storico e religioso. Oltre a rappresentare un periodo di festa simboleggiava anche un tempo di rinnovamento simbolico, nel quale il caos faceva da padrone e rimpiazzava l'ordine, che veniva immediatamente ristabilito una volta finito il periodo festivo.

quadro di Callet
Saturnalia, di Antoine Callet, 1783

Il Carnevale più antico

Sapevi che il Carnevale più antico non è quello di Viareggio, bensì quello di Fano? Ebbene sì! Sebbene il Carnevale di Viareggio sia considerato come uno dei più importanti carnevali d'Italia e d'Europa, le sue origini sono piuttosto recenti: infatti, la tradizionale sfilata di carri risale solo al 1873. Al contrario, si hanno testimonianze del Carnevale di Fano già nel 1347. Sembrerebbe che il motivo per il quale la festa ricevette un ampio slancio mediatico fu grazie alla famiglia Malatesta e ai suoi prestigi, la quale promosse il Carnevale e da quel momento in poi divenne una festa sempre più importante e sfarzosa.

il Carnevale di Fano nel 2020
Il Carnevale di Fano nel 2020

Martedì Grasso

Il martedì grasso è la festa che conclude i giorni di Carnevale. La festa originariamente aveva un aspetto religioso, infatti la tradizione cristiana prevedeva che durante i giorni del Carnevale venissero consumati tutti i cibi più prelibati rimasti in casa, come la carne, che durante la quaresima non potevano essere mangiati. Proprio perché si consumavano cibi ricchi di grassi l'ultimo giorno di Carnevale riceve l'appellativo di "grasso". Negli ultimi tempi, dato che la tradizione cristiana di astinenza durante la Quaresima viene meno praticata rispetto al passato, il collegamento con l'aspetto religioso viene sempre meno considerato. Oggi per la giornata di martedì grasso vengono preparati una grande quantità di dolci, quasi tutti fritti, per festeggiare e mangiare in compagnia. Non è raro infatti trovare chiacchiere (Bugie in Liguria, frappe nel Lazio, cenci in Toscana, sfrappole in Emilia, galani in Veneto, cròstoli in Friuli), oppure frittelle, vuote o ripiene di crema chantilly o cioccolato, biscotti ripieni, struffoli o cicerchiata e infine castagnole.

dolci di Carnevale
Tante delizie per il martedì grasso!

Perché si lanciano i coriandoli?

I coriandoli sono parte integrante del Carnevale. Ma qual è la vera storia e perché vengono lanciati in aria? La risposta risiede nel Rinascimento, dove i coriandoli non erano come li conosciamo oggi, ovvero piccoli pezzetti di carta ritagliata, ma venivano realizzati ricoprendo di zucchero i semi del coriandolo o i semi di mandorle, divenendo così dei dolcetti beneauguranti che si lanciavano dalle carrozze sulla folla in festa durante la celebrazione di matrimoni o eventi religiosi. Successivamente i semi vennero sostituiti da palline di carta colorata o di gesso. L'invenzione si deve a due italiani: Enrico Mangili, di Milano, e Ettore Fenderl, di Trieste. Mangili di Crescenzago (Milano), ebbe l'idea di commercializzare come coriandoli i cerchi di carta di scarto delle carte bucate usate in sericoltura per l'allevamento dei bachi da seta. L'invenzione dei coriandoli di carta però è stata rivendicata da Fenderl: secondo un racconto da lui stesso riferito, per festeggiare il Carnevale del 1876 a Trieste, avrebbe ritagliato dei triangolini di carta perché non aveva abbastanza denaro per comprare i confetti di gesso, e successivamente li gettò proprio come si fa al giorno d'oggi.

coriandoli colorati
Coriandoli e stelle filanti: coloratissime!

Maschere regionali: l'Umbria e il Bartoccio

L'Italia è ricca di maschere regionali di Carnevale. La loro origine risiede in molteplici fonti esse infatti nascono in luoghi quali il teatro dei burattini o la Commedia d'Arte, oppure possono essere create appositamente come simboli di festeggiamenti delle varie città. Tra le più celebri si riconoscono Pulcinella e Arlecchino, maschere rispettivamente campane e lombarde, ma ovunque riconosciute come simbolo del Carnevale italiano, così come il dottor Balanzone, Brighella, Gianduia e Meneghino. In Umbria, la maschera perugina del Bartoccio è la più conosciuta. Le sue caratteristiche sono quelle di essere un uomo «rozzo, ma sagace, gioviale e saggio, fustigatore dei liberi costumi, ma anche dei cattivi amministratori; è protagonista delle tipiche bartocciate del Carnevale perugino, che mettono alla berlina tutti e tutto».

il bartoccio
Il Bartoccio rozzo, gioviale e saggio

7 dicembre 2021
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